

Parma, 20 febbraio 2008 - Un comunicato stampa del Consorzio del prosciutto di Parma rende noto che: "facciamo seguito alle notizie pubblicate in questi giorni sulla chiusura del mercato cinese al Prosciutto di Parma per precisare alcuni dettagli. Sono complessivamente 50 e non 200 i prosciutti di Parma che nei mesi scorsi non hanno varcato la dogana cinese. Le aziende produttrici di Parma hanno provato a spedire il prodotto giā a partire dall'estate dell'anno scorso, quando č stato aperto formalmente il mercato. Ma i prosciutti non sono mai riusciti ad entrare nel paese. Ricordiamo che l'apertura del mercato cinese č il frutto di un lungo lavoro: le trattative hanno avuto inizio nel luglio 2003 con una missione a Pechino del Ministero della Salute. Durante la missione sono state poste le basi per una futura esportazione in Cina attraverso la firma di una dichiarazione di intenti nella quale sono elencate le condizioni generali di collaborazione tra i due paesi in ambito di commercio di prodotti a base di carne suina. Il mercato č stato poi formalmente aperto nel 2007. Ma i prosciutti non hanno mai varcato la dogana cinese per problemi burocratici, come ad esempio la presunta mancanza di un codice doganale di prodotto o della licenza di importazione da parte degli importatori locali. In queste ultime settimane il Consorzio, con il supporto del governo italiano, ha intensificato l'attivitā diplomatica per sbloccare definitivamente tale situazione, valutando pretestuose le motivazioni amministrative addotte dalle autoritā cinesi.(Fonte: Agrapress)
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