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Vino: Russia; leader italiani concordi, e' nuova frontiera

Mosca, 26 marzo 2008 - Affari che raddoppiano o quadruplicano in pochi anni in un mercato sempre piu' esigente, curioso, danaroso, e culturalmente gia' pronto ad amare il vino: indicano tutti la Russia come la nuova e piu' interessante frontiera dell'export i sei produttori italiani leader del settore che oggi hanno promosso davanti alla stampa russa le loro bottiglie migliori, nella residenza dell'ambasciata italiana a Mosca. La degustazione, accompagnata dalla distribuzione di un catalogo in russo dei vini italiani, e' stata offerta da Gaja, Jermann, Pieropan, Maculan, Isole e Olena e San Leonardo, tutte marche che dal 2001 in poi si sono affidate alla Dp-Trade di Dmitri Pinski, principale importatore russo di vini italiani di qualita', anch'egli presente all'iniziativa. ''Nomi che non hanno bisogni di presentazione, come le terre da cui provengono e a cui sono associati: le Langhe, i colli vicentini e veronesi, il Chianti, il Collio, il Trentino. Sono vini che si sono imposti definitivamente nei mercati internazionali, Russia compresa'', ha sottolineato l'ambasciatore italiano a Mosca Vittorio Surdo. ''In solo quattro anni abbiamo quadruplicato la nostra esportazione in Russia, dove vendiamo circa 60 mila bottiglie, poco meno del 10% della nostra produzione'', spiega Angelo Jermann. ''Per noi la Russia e' diventato il mercato piu' importante dopo Usa e Germania: e' un mercato spaventoso, che continua a crescere a ritmi straordinari, mantenendo le promesse di sviluppo grazie anche ad un approccio positivo, convinto, a differenza di quello ancora incerto di altri Paesi emergenti come India e Cina'', prosegue. ''Si', quello russo e' un mercato incredibile, quello culturalmente piu' pronto, per i legami storici e culturali con l'Europa, per una tradizione di vini legati alla Georgia e alla Moldavia'', gli fa eco Gaia Gaia. ''Per noi e' diventato il quinto mercato estero, dopo Usa, Germania, Svizzera e Gran Bretagna, e rappresenta l'8% dell'export'', aggiunge. ''Ormai tutti puntano sui mercati emergenti, ma tra Cina, India e Russia e' quest'ultimo il Paese su cui scommettere di piu''', assicura, ricordando che in fondo bevevano vini raffinati anche gli zar, dopo Pietro il Grande. ''E' un mercato attento alla marca, ma curioso, senza pregiudizi, e che crede nell'equazione prezzo uguale qualita''', osserva Luca De Marchi (Isole e Olena): ''anche per noi la Russia, con una quota dell'8%, sta diventando il quinto mercato per l'export, insidiando da vicino la Germania''. Un mercato che interessa anche a chi per ora esporta poco (circa 7000 bottiglie), come Pieropan: ''la crescita e' costante e noi, come tutti, siamo interessati ad aumentare le nostre quote'', dice Andrea Pieropan. Fonte: (Ansa)

 
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