La Danimarca presenta una popolazione di circa 5.5 milioni di abitanti . La lingua ufficiale è il Danese ma la conoscenza dell'inglese e di altre lingue europee è molto diffusa. Secondo le statistiche ufficiali del 2006 l'83% dei danesi appartiene alla Chiesa luterana nazionale, la Chiesa del popolo danese (Den Danske Folkekirke) conosciuta anche come Chiesa di Danimarca. La moneta ufficiale è la Corona danese, il cui valore oscilla intorno ai 0,13 Euro.
Per uteriori infromazioni sul Paese, consulta i dati OCSE.
La Danimarca è suddivisa in 5 regioni (in danese regioner), che al loro interno contengono complessivamente 98 comuni. Le regioni sono state create l'1 gennaio 2007, nell'ambito della Riforma Amministrativa Danese del 2007, ed hanno sostituito le 13 contee tradizionali (amter).
ll Regno di Danimarca è una monarchia costituzionale. L'attuale regina Margherita II, che ha un ruolo più che altro di cerimoniale, conserva però il diritto di nominare, su indicazione dei gruppi politici in Parlamento, il Primo Ministro e gli altri membri del governo. Dal novembre 2001 primo ministro della Danimarca è Anders Fogh Rasmussen che appartiene al Venstre, un partito ad orientamento liberale di centro-destra. Il governo di Anders Fogh Rasmussen è stato riconfermato dalle ultime elezioni, avvenute nel mese di Novembre nel 2007.
La capitale è Copenaghen; altri centri importanti sono Aarhus, Odense, Aalborg, tutti dotati di aeroporto. La Danimarca offre ai suoi abitanti una qualità della vita tra le più alte del mondo, basata certo su un'economia ricca ma soprattutto su un articolato sistema di protezione sociale e ambientale. Il principio dell'egualitarismo, rinvenibile anche nel forte carattere ridistribuivo del sistema fiscale, rappresenta per i danesi un valore sociale prioritario.
La Danimarca è un piccolo paese altamente industrializzato, la cui posizione geografica privilegiata, insieme alle ottime infrastrutture, ne fa un ideale ponte commerciale verso i mercati dell'area baltica e i suoi 30 milioni circa di consumatori.
Essa gode pertanto di una solida reputazione per la produzione di beni e prodotti di qualità, tradizionalmente nel settore alimentare ed in quello del design, ma più recentemente anche nel comparto dell'industria farmaceutica, biotecnologica e delle telecomunicazioni, tanto che per il terzo anno consecutivo questo Paese è stato classificato, dal World Economic Forum, al primo posto nel mondo per l'impiego altamente diffuso tra la popolazione delle tecnologie informatiche, sia a livello privato che pubblico.
Le principali imprese del Paese, nel settore manifatturiero, operano nella lavorazione del tabacco, nella produzione di bevande, di formaggi e oli minerali.
Purtuttavia, il rallentamento economico, provocato dalla recessione finanziaria ed economica in atto a livello globale, continua a determinare il deterioramento progressivo di tutti gli indicatori macroeconomici, tanto che le stime sono sempre più spesso discordanti rispetto ai dati effettivi, purtroppo peggiori rispetto a quelli previsti.
A partire dall'estate 2008 al mese di marzo 2009, si è registrata una preoccupante ripresa del tasso di disoccupazione, la quale, se dovesse mantenere questo ritmo, farà segnare una crescita del 3,3% nel 2009 e del 4,4% nel 2010.
L'economia danese risulta essere più vulnerabile di altre economie se aumenta il livello di disoccupazione, in quanto gli elevati sussidi erogati, uniti al mancato gettito fiscale derivante dalla perdita dei posti di lavoro, potrebbero compromettere la gestione dell'intero welfare danese.
Il generoso incremento dei salari sia nel settore privato che nel settore pubblico nel 2008, combinati alla scarsa produttività e all'apprezzamento della corona a fronte dell'indebolimento del dollaro statunitense e delle valute dei Paesi scandinavi, con i quali la Danimarca intrattiene più intensi rapporti commerciali, sta purtroppo determinando le pericolose premesse per un difficile recupero della competitività industriale del Paese.
Fra le capitali più care al mondo, Copenaghen si colloca al settimo posto, subito dopo Mosca, Tokyo, Londra, Seoul, Hong Kong, e prima - fra le altre - di Ginevra, Zurigo, Parigi e Dublino.
Le regioni più sviluppate sono quelle dello Jutland centro-meridionale, dove è concentrata gran parte dell'industria manifatturiera, e dello Sjælland, ricca di imprese di servizi e di industrie leggere a forte componente tecnologica (medicina, farmaceutica, informatica, telecomunicazioni).
Accanto a queste, esistono aree a più ridotto sviluppo economico quali il nord dello Jutland e le isole di Lolland, Flster e Møn, per incentivare gli investimenti nelle quali il governo danese e l'Ue hanno messo a disposizione stanziamenti robusti.
Per approfondimenti consulta i dati forniti dall' Istituto di Statistica danese.
Popolazione: 5.500.510 (Luglio 2009)
Distribuzione di età: 0-14 anni: 18,1% (maschi 511.882/femmine 485.782), 15-64 anni: 65,8% (maschi 1.817.800/femmine 1.798.964), 65 anni ed eccedenza: 16,1% (maschi 387.142/femmine 498.940) (2009)
Distribuzione del sesso: alla nascita: 1,06 maschi/femmine, sotto 15 anni: 1,05 maschi/femmine, 15-64 anni: 1,01 maschi/femmine, 65 anni ed eccedenza: 0,78 maschi/femmine, popolazione totale: 0,98 maschi/femmine (2009)
Prodotto Interno Lordo (PIL): $203.6 miliardi (2008)
Tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL): -1,2% (2008)
Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite: $37,100 (2008)
Tasso di disoccupazione: 1,9% (2008)
Tasso di inflazione annuo (prezzi al consumo): 3,4% (2008)