L'imprenditore agricolo


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  1. La definizione
  2. Le agevolazioni

La definizione

L' imprenditore agricolo è colui che esercita una delle seguenti attività:

  1. coltivazione del fondo;
  2. selvicoltura;
  3. allevamento di animali;
  4. attività connesse.
 

La coltivazione del fondo, la selvicoltura e l'allevamento di animali sono quelle attività dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, nelle quali si utilizzano o possono essere utilizzati il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
Sono connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, aventi ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali. Sono altresì connesse  quelle attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzo prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola, come le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale o i servizi di ricezione e ospitalità.

 

L'imprenditore agicolo professionale

Ai sensi dell'art. 1 D.Lgs. 99/2004, la figura dell'imprenditore agricolo a titolo principale è stata sostituita con quella dell' imprenditore agricolo professionale ovvero colui che, in possesso di conoscenze e competenze professionali, dedichi alle attività agricole direttamente o in qualità di socio, almeno il 50% del proprio tempo e delle proprie energie "lavorative" e che ricavi dalle stesse attività almeno il 50% del proprio reddito globale di lavoro.
Questi requisiti sono ridotti al 25% nel caso di attività svolta in zone svantaggiate.
A tale soggetto, iscritto nella competente sezione previdenziale e assistenziale, sono riconosciute le agevolazioni tributarie in materia di imposizione diretta e creditizia già previste a favore delle persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto.
Gli imprenditori agricoli, i coltivatori diretti e le società semplici esercenti attività agricola devono iscriversi nel registro delle imprese.
Le iscrizioni nel registro sono eseguite su domanda sottoscritta dell'interessato. Prima di procedere all'iscrizione, l'ufficio del registro deve accertare l'autenticità della sottoscrizione e la sussistenza dei requisiti richiesti dalla legge per l'iscrizione.

 

Le società agricole

Devono essere denominate società agricola, anche nella ragione sociale, quelle società che abbiano come unico oggetto sociale l'esercizio di attività agricole di cui all'art. 2135 c.c.

Le società agricole si distinguono in:

  1. società di persone in cui almeno un socio deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale; nel caso di società in accomandita, il socio accomandatario.
  2. società cooperativa in cui almeno uno dei soci deve essere in possesso della qualifica, comprese le cooperative di aziende agricole.
  3. società di capitali in cui almeno un amministratore deve essere in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale.
 
 
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Le agevolazioni

 

La piccola proprietà contadina

Sono concesse agevolazioni per la formazione e l'arrotondamento della proprietà contadina (legge 604/1954).
Per formazione si intende l'acquisto di fondi rustici idonei alla formazione di una piccola proprietà a favore di coltivatori diretti non proprietari di terreno. I terreni sono idonei quando la loro superficie coltivabile è rapportata alla capacità lavorativa del nucleo famigliare.
Per arrotondamento si intende il trasferimento di proprietà a qualsiasi titolo di fondi rustici con lo scopo di aumentare la dimensione aziendale. 
 
Le agevolazioni consistono nel pagamento delle imposte di registrazione in misura fissa (€. 129,11), nel pagamento dell'imposta catastale all'1% sul prezzo dichiarato nell'atto di acquisto e nell'esenzione dall'imposta di bollo.
 
Per aver diritto alle agevolazioni, è necessario:

  1. possedere la qualifica di coltivatore diretto al momento dell'acquisto o impegnarsi ad ottenerla entro tre anni;
  2. non aver venduto nel biennio precedente all'acquisto fondi rustici o terreni di superficie superiore ad 11.000 m2;
  3. l'idoneità del fondo alla formazione o all'arrotondamento della proprietà contadina;
  4. impegno a condurre direttamente il fondo almeno per 5 anni successivi alla data dell'acquisto, senza venderne o affittarne alcuna parte.
 

Per poter accedere a tale agevolazione, i beneficiari devono produrre all'ufficio competente la seguente documentazione:

  1. modello di domanda regolarmente compilato;
  2. stato di famiglia o autocertificazione;
  3. copia dell'atto di acquisto o preliminare di vendita regolarmente registrato;
  4. copia dell'atto notarile o copia dei certificati catastali a dimostrazione dei beni preposseduti;
  5. dichiarazione rilasciata dall'I.N.P.S, o autocertificazione, attestante il possesso della qualifica di coltivatore diretto.
 
 

Le aziende agricole montane

La legge n. 97/1994 stabilisce che nei territori delle comunità montane il trasferimento a qualsiasi titolo di terreni agricoli a coltivatori diretti e ad imprenditori agricoli a titolo principale che si impegnano a costituire un compendio unico ed a coltivarlo o a condurlo per un periodo di almeno dieci anni dal trasferimento è esente da imposta di registro, ipotecaria, catastale, di bollo e di ogni altro genere.
In questo caso, dunque, l'esenzione è assoluta, proprio per favorire la salvaguardia e la valorizzazione delle zone montane.

 
 

L'imprenditorialità giovanile in agricoltura

E'  considerato giovane imprenditore agricolo l'imprenditore agricolo avente un'età non superiore a 40 anni.
 
Per favorire il ricambio generazionale è stata emanata  la legge 441/98 che ha la finalità di promuovere e valorizzare l'imprenditoria giovanile nel settore agricolo e, in modo particolare, il primo insediamento dei giovani agricoltori che non hanno ancora compiuto 40 anni di età.
 
Possono accedere agli aiuti: 

  1. i giovani agricoltori che si insediano come imprenditori a titolo principale subentrando nella proprietà, nell'affitto o in altro diritto reale di godimento o come contitolari o corresponsabili nella conduzione stessa;
  2. i giovani agricoltori che subentrano come successori al precedente proprietario;
  3. le società semplici, in nome collettivo e cooperative a condizione che almeno i due terzi dei soci abbia meno di 40 anni e rivesta la qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale;
  4. i giovani che si insediano , con le modalità innanzi descritte, come agricoltori a tempo parziale a patto che ricavino almeno il 50% del loro reddito totale dalle attività agricole, forestali, turistiche, artigianali, conservazione e manutenzione dello spazio naturale, ecc., purché questo non sia inferiore al 25% del reddito totale dell'imprenditore e il tempo di lavoro non superi la
  5. metà di quello dell' imprenditore;
  6. le società di capitali aventi per oggetto la conduzione di aziende agricole ed i conferimenti dei giovani agricoltori costituiscono oltre il 50% del capitale sociale e gli organi di amministrazione sono costituiti in maggioranza da giovani agricoltori.
 

Sono ammesse a finanziamento il primo insediamento dei giovani agricoltori, la formazione, la  ristrutturazione fondiaria, l' acquisizione di nuove quote di produzione ed i servizi di sostituzione.

La Legge 441/98 contiene anche disposizioni fiscali.

Gli atti relativi ai fondi rustici oggetto di successione o donazione a giovani agricoltori, infatti,  sono esenti dall'imposta di successioni e donazioni, dalle imposte catastali, di bollo e sono e soggetti alle sole imposte ipotecarie in misura fissa.
Le rivalutazioni dei redditi dominicali e agrari non si applicano per i periodi di imposta durante i quali i terreni sono concessi in affitto per usi agricoli a giovani agricoltori.
L'acquisto o la permuta di terreni da parte di giovani  agricoltori sono assoggettati all'imposta di registro nella misura del  75%.

Relativamente alla ristrutturazione fondiaria l'aiuto è erogato dall'ISMEA, che finanzia fino al 60% iniziative di acquisto ed ampliamento di aziende agricole, in particolare quelle connesse al raggiungimento o ampliamento di una unità minima produttiva definita dalla regione secondo la localizzazione, l'indirizzo colturale, il fatturato e l'impiego di manodopera nonché presentazione di un piano di miglioramento aziendale e di un progetto di produzione, commercializzazione e trasformazione. L'ISMEA può inoltre realizzare programmi di ricomposizione fondiaria, secondo il regolamento Ce 1257/99, a favore dei giovani agricoltori, anche con obiettivi di riqualificazione nella gestione sostenibile delle risorse territoriali e partecipare al programma per il prepensionamento in agricoltura.

Le aziende condotte da giovani agricoltori che non riescono ad accedere agli aiuti destinati al miglioramento possono accedere alla garanzia fideiussoria sul 20% delle disponibilità della sezione speciale del Fondo Interbancario di garanzia.

 

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13-12-2007 sono stati pubblicati i decreti attuativi del decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali recante le modalità operative di funzionamento del Fondo per lo sviluppo dell'imprenditoria giovanile in agricoltura, istituito dall'art. 1, comma 1068 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (c.d. Legge finanziaria 2007).

I decreti disciplinano: 

  1. la concessione di borse di studio per la frequenza di master universitari da parte di giovani imprenditori agricoli;
  2. la concessione di contributi a copertura delle spese sostenute da giovani imprenditori agricoli per i servizi di sostituzione;
  3. un premio e la concessione di un contributo per la partecipazione del giovane imprenditore agricolo (o di un proprio collaboratore) a forum per lo scambio di conoscenze tra imprese, a concorsi, mostre e fiere,
  4. nonché la procedura concorsuale per la selezione di progetti di ricerca e sperimentazione nel settore dell'agricoltura proposti dalle piccole e medie imprese condotte da giovani imprenditori agricoli, da realizzarsi attraverso la collaborazione di istituzioni pubbliche di ricerca.
 
 

La ricomposizione fondiaria

L'articolo 9 del più volte citato decreto legislativo n. 99/2004 prevede due distinte agevolazioni in favore degli imprenditori agricoli Professionali (IAP):

  1. la riduzione alla metà delle imposte dovute per gli atti tra vivi diretti a realizzare l'accorpamento di fondi rustici per mezzo della permuta di particelle o rettificazione dei confini;
  2. la riduzione del 50% delle imposte di registro, ipotecaria, catastale e di bollo sulle vendite di beni appartenenti al patrimonio immobiliare pubblico, eseguite ai sensi del decreto legge n. 351/2001, nel caso in cui tali vendite abbiano a oggetto beni suscettibili di utilizzazione agricola e siano concluse con imprenditori agricoli o coltivatori diretti iscritti nella sezione speciale del registro delle imprese.
 

La ricomposizione aziendale

Ulteriori agevolazioni sono previste per la ricomposizione aziendale:

  1. l'imposta di registro in misura fissa per la stipulazione di contratti d'affitto delle particelle finìtime con durata di almeno cinque anni;
  2. la riduzione di due terzi delle imposte dovute per la stipula dei contratti di società cooperativa tra imprenditori agricoli che conferiscono in godimento i terreni di cui sono proprietari o affittuari, per la costituzione di un'azienda agricola a gestione comune;
  3. la misura fissa delle imposte di cui sopra se un quinto dei soci della cooperativa sono giovani imprenditori agricoli che si impegnano a esercitare la gestione comune per almeno nove anni.
 
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