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Giappone: + 6,3% le importazioni dall'Italia

Roma 31 maggio 2007 - Nei primi tre mesi del 2007, le importazioni del Giappone dall'Italia sono aumentate del 6,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, raggiungendo il valore di 1.898 milioni di dollari USA, mentre le esportazioni verso il nostro paese sono cresciute del 5% totalizzando 1.721 milioni. Con lo stesso riferimento gennaio-marzo, le importazioni del Giappone dal mondo sono aumentate del 4,4% (assestandosi a 144.792 milioni di dollari) e le esportazioni del 10,4% (assestandosi a 166.752 milioni), determinando un sensibile accrescimento (+78,4%) dell'avanzo commerciale. Secondo la provenienza geografica, le importazioni sono cresciute sensibilmente dalla Cina (7,6%), dall'Australia (10,6%), dalla Thailandia (11%) e dalla Russia (83,4%) che ha cominciato a fornire petrolio. Nella media è risultato invece l'aumento degli USA (4,2%). Riguardo alle forniture dei paesi appartenenti all'UE (+5%), la Germania ha perso il 2,5%, mentre la Francia ha guadagnato l'8,9%. Le esportazioni del Giappone sono aumentate piu' della media verso la Cina (17,2%), la Germania (15,1%) e l'Australia (12,6%). La debolezza dello yen sembra favorire il flusso delle esportazioni dirette verso l'UE. L'unica perdita fra i paesi considerati e' stata registrata da Taiwan (-3,8%). Osservando le forniture dall'Italia, i migliori aumenti sono stati quelli delle seguenti categorie merceologiche: gli apparecchi meccanici (+8,7%); gli autoveicoli e parti (+15%); i prodotti farmaceutici (+9,8%); le macchine elettriche (+11,4%, rappresentate per il 40% dai circuiti integrati); i pesci e frutti di mare (+61,9%, soprattutto filetti surgelati di tonno); le materie plastiche (+22%); i profumi (+28,6%). Seppur moderatamente, crescono anche i vari settori agroalimentari, mentre arrivano segnali discordanti dal comparto della moda. I settori che hanno accusato le perdite maggiori sono i prodotti chimici organici (-13,8%), gli strumenti d'ottica e di misura (-10,4%), i mobili (-7,2%) e la gioielleria (-4,3%). (Fonte: ICE TOKYO)